Dicono di noi

Care Maria e Laura,

vorrei ringraziarvi nuovamente per questi due ultimi giorni di lezione ed esami, momenti pieni di emozioni e tante belle sfumature, condividere inoltre con voi il mio pensiero  ed i miei sentimenti. Grazie a voi, siamo giunti noi del 2° anno ad un traguardo importante; ancora molto studio e pratica ci attendono ma ho notato sui miei compagni e su di me che c’è tanta voglia di andare avanti e proseguire in questo cammino con diverse motivazioni. Grazie ancora per la vostra gentilezza ed umiltà, per le vostre parole essenziali ed il modo di fare così garbato e dolce, per l’ impegno e la grande preparazione, segno questo di un alto livello di conoscenza e attitudine continua allo studio.  Grazie ancora perché in questi due anni mi sono sentita trasportata da un vortice calmo di energia come una marea. Il fluire sempre continuo di questo movimento vibratorio fuori e dentro di noi ha fatto si che io dovessi tornare a comunicare con il mio io e con il mio stare nel mondo capendo di aver ricevuto un altro prezioso dono dalla vita, da parte vostra. Farò tesoro di tutto ciò che mi avete trasmesso ed insegnato in questi anni, incluse le parole vostre e quelle del Dr. Petrillo il giorno degli esami. E’ stato un grande incoraggiamento ma anche una presa di coscienza ulteriore. Vi abbraccio ancora!

PS: all’ultima lezione Laura ci aveva detto di scrivere delle riflessioni sulla nostra esperienza con la scuola che poi, anche in maniera anonima, sarebbero state posizionate sul sito, quindi ecco qui la mia storia ed esperienza, forse anche un pò troppo lunga, mi spiace ma non sono riuscita a farla più sintetica:

Il primo giorno di 2 anni fa (ottobre 2016) alla presentazione del corso di formazione, mi chiedevate dove avevo conosciuto questa scuola. La mia risposta è stata “su internet”, ma come c’ero arrivata? Ora mi è tutto molto più chiaro…

Tanti anni fa quando ancora non conoscevo “la Via”, sentivo dentro me che tutto era sempre sbagliato, ogni passo che facevo non era mai quello giusto, le parole dette le ritenevo non mie, non vere, tutto molto distante da me, tutto era sempre colpa mia, erano colpa mia anche tutti i problemi della mia famiglia, ero priva di forze. Insomma non mi “andavo” proprio a genio e non andavo a genio a nessuno, ero sempre sofferente ed in pena, non stavo bene da nessuna parte seppur conoscendo molte realtà, molti luoghi del mondo e gente di tanti paesi. MI ripetevo dentro che senso poteva esserci l’essere arrivata dov’ero, con una laurea che non avevo potuto sfruttare se non per il semplice fatto di possederla, con un lavoro che mi era capitato così per caso o per fortuna, chissà come mi aveva comunque anche aiutato moltissimo a livello economico. Un bel giorno, un giorno di fine maggio, con un sole splendente ed il cielo di un azzurro mai visto (me lo ricordo benissimo) trovai una locandina e vidi subito quel simbolo che molte volte avevo già visto, il TaiJi, di cui non conoscevo assolutamente il senso se non quel che mi dicevano “nel bene c’è sempre un po’ di male e nel male c’è sempre un po’ di bene”, mah! In quel momento sentii una spinta da dietro, non era una semplice curiosità. Chiamai quel numero indicato e mi rispose il mio futuro Maestro, Franco Gentili. Da allora, parliamo di ottobre 2012, iniziai la pratica del TaiJi Chuan, stile Yang Chenfu e non mi vergognai assolutamente con i miei compagni di corso di non sapere nulla, di essere anche molto “tesa”. Riconobbi subito appunto che ero come una pietra, fredda, immobile, l’energia non circolava, mi mancava il respiro. Il maestro si accorse fin da subito della difficoltà fisica che avevo, le sue valutazioni costruttive erano spesso rivolte a me, la nuova allieva del corso. La sera però quando tornavo a casa ero felice e pensavo molto a quelle sensazioni che provavo durante la pratica, a quell’energia nuova che faceva vibrare il mio corpo, io che a quell’energia già credevo fin dai tempi dell’università, quando conobbi Romano Mastromattei, antropologo ed etnologo dell’Università di “Tor vergata”, grande personalità  e mia guida spirituale in quel periodo. Attraverso i suoi insegnamenti mi avvicinai allo sciamanismo nepalese fino a laurearmi scrivendo una tesi interessante sugli aspetti fisiologici che si manifestano durante un rito sciamanico. Quel coinvolgimento così forte del corpo, la spiritualità che ruotava intorno a quei riti, la potenza delle vibrazioni sonore catturarono il mio interesse verso una maggiore conoscenza dell’uomo e dell’universo.

Nonostante questa “risonanza”, ancora non ne sapevo molto, volevo però andare avanti, proseguire e studiare quanto stavo vivendo e praticando. Imparai con il tempo a conoscere anche il Qi Gong, così la piccola circolazione celeste, gli 8 broccati ed alcune forme taoiste insegnate dal Maestro. Prima e dopo la forma lo praticavamo, era prassi lo scioglimento, l’ascolto del respiro, i movimenti dolci come le “Nuvole”, le forme statiche e la presa di consapevolezza del corpo.  Gli anni passavano ed io non mi sentivo più l’ultima arrivata del corso anzi ero apprezzata per i passi in avanti fatti fino a quel momento. Mi sentivo più sciolta, fluida nei movimenti, stavo bene, la circolazione del sangue non si fermava da qualche parte del corpo anzi il contrario, le mani cominciavano a scaldarsi ed anche i piedi, le mie idee più chiare. Con il tempo e con la pratica costante i miglioramenti erano evidenti anche agli occhi del Maestro. Le sue parole risuonavano in me ed erano intrise di grande sapienza e saggezza, le sue parabole ed aforismi venivano da molto lontano. Quel senso di appartenenza ad un cammino verso una meta cominciava a manifestarsi ai miei occhi, ad essere più evidente in me la volontà di approfondimenti così decisi di iscrivermi a questa scuola di Qi Gong “I Giardini del Tao” senza rifletterci troppo, l’attrazione è stata fulminea, istantanea. Condivisi questa scelta con il Maestro, lui ne fu subito entusiasta incitandomi a praticare più spesso ed a leggere anche testi inerenti queste discipline millenarie. Non dimentico le sue parole “Non avere fretta, lascia che siano le circostanze a crearsi da sole e venire incontro a te”, tutto si genera da forze attrattive ed io ci stavo dentro…

Scoprii con il tempo, quando riflettevamo sul mio corso di studi, della sua vasta conoscenza del Qi Gong. In tutto ciò rivalutai, inoltre, quel lavoro da impiegata che non mi apparteneva; fino a quel momento non avevo compreso infatti che mi era utile per affrontare dal lato economico questo percorso.

Un giorno freddo di fine dicembre (2016) il Maestro mi confessò di non poter continuare la pratica per il momento, aveva degli impedimenti purtroppo fisici che lo costrinsero a fermarsi per un po’. Mi chiese se potevo continuare le lezioni di Taiji, secondo lui ero in grado di guidarla ed insegnare, insomma ero all’altezza. Non saprei quantificare il dispiacere che provai ma anche una grande emozione verso questa sua scelta. Accettai e mi ritrovai quindi da una parte a proseguire le lezioni di Taiji, dall’altra la scuola di Qi Gong, sempre più ricca di aspetti teorici e pratici, incluso lo studio della medicina cinese.

Questo connubio tra le due discipline è fondamentale oggi per me, non potrei scindere le due pratiche, non potrei iniziare e terminare la pratica del Taiji senza aver preso consapevolezza del corpo, del respiro, della postura e del radicamento con la pratica del Qi Gong.  Questo cammino ha trasformato la mia vita, il mio rapporto con il mondo e le persone, mi ha donato molta gioia di vivere, di agire, di riflettere con calma e tranquillità, di fermarmi nel bisogno di relax, di prendere coscienza di me e del mio “mandato celeste”. 

Oserei chiamarlo di più “viaggio dell’anima”…

Per tali presupposti ho deciso con sicurezza di andare avanti, di fatto continuo presso “I Giardini del Tao” gli studi e la pratica di QI Gong, presso la Scuola di arti marziali “Sifu Paolo Cangelosi, il percorso di Taiji. 

Ringrazio ancora le Maestre Maria Vaglio e Laura Rubrianti che mi hanno guidato, consigliato e sostenuto in questi anni di condivisione di spazi energetici personali ed universali.  Ringrazio per le sue parole altisonanti il Dr. Emiliano Petrillo, colui il quale attraverso una modalità comunicativa semplice, diretta, efficace e colma di carisma spirituale, mi ha incoraggiato ad approfondire ancor di più lo studio della medicina cinese. Un grazie particolare anche a Mauro Pitorri, insegnante di Taiji di grande personalità e simpatia, che ci ha insegnato a vedere, a percepire ed a vivere costantemente con il “sorriso interiore’’.

Roma, 14/06/18

Elisabetta